Chiuso nel suo egocentrismo, nella concentrazione su se stesso (
1), l’uomo conosce l’alterità, la complementarità (
2); da qui sorga la comunicativa (
3). Capace di comunicare, l’uomo si dedica al lavoro alla vita pratica (
4); una volta raggiunta la quale, egli sente la necessità di esplorare il mondo di darsi all’avventura e alla libertà (
5). Per lavorare e vivere libero, deve però fare delle scelte (
6), cercare di essere armonioso nell’intraprendere una via, allora deve affidarsi allo spirito (
7). A questo punto ha raggiunto mete ambiziose (
8), ma non si ferma qui. Ora decide di dedicarsi alla vita contemplativa (
9), la conoscenza, che può sfociare in produzione di pura ideologia - ispirazione - (
11), o in abbandono pieno all’estro, il genio (
22). L’uomo si è così staccato dal piano materiale e ha raggiunto così quello pienamente spirituale.