Astrologia: La Storia
 documenti più antichi sulla scienza dello studio degli astri risalgono al mondo babilonese, in particolare al VI° sec. A.C., sotto il regno del re Assurbanipal. A questo periodo vengono datate le tavolette d'argilla contenenti raffigurazioni del cielo e di studi su di esso.
 icuramente si pensa a periodi ancora più antichi per la nascita di quella che poi sarebbe diventata la disciplina dello studio della volta stellata e dovuta principalmente alle umane necessità di creare impostazioni e regolare tutto ciò che di ciclico c'è nella vita: in primis le attività agricole e di allevamento degli animali (tra cui la gestazione degli stessi), e la necessità di orientarsi sia per terra sia per mare.
 unque potremmo dire che l'astrologia è la disciplina-base su cui si sono sviluppate le grandi migrazioni terrestri ed anche le grandi scoperte marittime.
Non si parla in questo caso in senso stretto di astrologia segno solare, ovvero previsionistica, come la intendiamo noi oggi: ricordiamo che i primi studi sugli astri mobili vennero effettuati a scopo di ricerca meteorologica e che i primi veri astrologi furono i sacerdoti caldei, il cui compito sacrale era di "sorvegliare" le fasi lunari e solari. A loro si deve la scoperta di molte stelle fisse e il calcolo della rivoluzione dei pianeti.
 gli albori era dunque una commistione tra astrologia, astronomia e religione. Dalla Mesopotamia, l'uso di osservare gli astri per regolamentare la vita sulla terra si estende tra il VII° e il IV° sec. A. C. a macchia d'olio a tutti quei popoli asiatici, Persiani, Indiani, Cinesi, che avevano bisogno di codificare la ciclicità della vita in fasi, tempi, stagioni. Ma questo "linguaggio celeste" non giunge a piena maturazione se non con gli Egizi.
 i Babilonesi va il merito di aver compilato le prime rudimentali effemeridi, tavole che consentivano di prevedere i moti degli astri anche per i periodi di tempo successivi, e di aver creato i primi altrettanto rudimentali oroscopi, suddividendo il cielo in 12 "segni" composti di 30 gradi ciascuno e attribuendo a ciascun segno un suo personale carattere. Se infatti agli Egiziani spetta la palma di fondatori dell'astrologia - per aver individuato e creato gli algoritmi per i rispettivi calcoli dell'ascendente, della posizione dei pianeti e del "medium coeli", per aver scoperto i "domicili", cioè i segni nei quali dimorano gli astri per ciascun oroscopo, e per aver suddiviso e catalogato i pianeti così come li conosciamo noi oggi - ai Greci e in particolare ai pitagorici va l'onore di aver sviluppato la scienza dei numeri come una vera dottrina, una corrente di pensiero che permea anche la musica e l'astrologia.
 a moderna astrologia, ovvero il punto d'incontro tra studio degli astri, mitologia, simbolismi, in cui il macrocosmo è speculare al microcosmo - l'uomo - sta tutta nell'introduzione della matematica. Platone stesso, già nel V° sec. a.C. sosteneva che ogni avvenimento della Terra è rapportabile agli eventi del cosmo e che il corpo umano è una riproduzione dei modelli celesti. Così anche Aristotele, cui si deve l'affermazione che qualunque potenza è governata dai movimenti del mondo superiore (Trattato del Cielo). Dalla Grecia, cui risalgono li prime previsioni oroscopiche, l'astrologia viene importata durante le guerre puniche a Roma, nel III° sec. a.C.: i Caldei residenti a Cartagine divennero in breve tempo i più ricercati consulenti astrologici dei curiosi Romani. Tra il II° sec. a.C. e il II° d.C. si susseguono a Roma i trattati sull'astrologia sia a carattere scientifico che di tipo filosofico, come quello di Origene di Alessandria, che ammoniva sulla capacità degli astri di preannunciare, ma non di provocare gli eventi. Molti furono i condottieri e gli uomini di governo ad appassionarsi di astrologia, al punto da redigersi da soli l'oroscopo - Giulio Cesare ed Adriano, per esempio. Fino all'imperatore Aureliano, che nel 273 d.C. fece costruire un tempio dedicato al Sole, inteso come astro-guida.
 empi duri per l'astrologia, invece, con l'avvento dell'era cristiana, che l'avversò come arte diabolica, ora più strenuamente ora meno, a cominciare dalla messa al bando dell'editto di Costantino (IV° sec. a.C.) e dalla fiera battaglia condotta da S.Agostino. Malgrado ciò, molte voci solitarie ed eminenti continuarono ad indicare nell'astrologia l'icona della ripetitività degli eventi e quindi una chiave di lettura della storia. Ma nei secoli bui, l'astrologia doveva tornare a trovare terreno fertile nella culla delle sue origini, il mondo orientale: furono infatti gli Arabi tra l' VIII° e il IX° sec. d.C. ad ideare il sistema di suddivisione in case dell'oroscopo.
 el Medioevo torna il auge, divenendo oggetto di studi seri e dignitosi. Ma la Rivoluzione Francese, nel '700, la relegò nuovamente a chiacchiera da indovini, svilendone i contenuti e le filosofiche origini, come voleva l'avvento dell'Illuminismo. Alcuni tentativi di recuperarne i valori da parte di correnti di pensiero razionalistiche sorsero tra la fine dello scorso secolo e l'inizio del nuovo.
 ell'era moderna grande input diedero all'astrologia gli studi dello psicologo svizzero Carl Gustav Jung, discepolo di Freud, che riteneva di poter leggere il mondo psicologico attraverso il linguaggio dei simboli. Oggi possiamo finalmente esprimerci su questa affascinante branca della cultura fatta di leggi matematiche, di simboli, di miti, di schegge di religione, non più inibita o avversata.
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